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ott 2015 30

La Ciclofficina Popolare Raffaele Viviani ha rappresentato negli ultimi anni il polo aggregativo più attivo nella città di Castellammare di Stabia.
Nata dall’impegno dei volontari dell’associazione di promozione sociale “Gli Amici della Filangieri“, come completamento della campagna di sensibilizzazione all’uso della bicicletta in città “E mò pedala!“, è diventata luogo di incontri, eventi, scambio culturale e condivisione dei saperi. La sede attuale, sita in via Bonito (all’interno del Palazzetto del Mare), ottenuta in comodato d’uso grazie alla partecipazione ad un bando di concorso comunale indetto nel 2013 dall’Assessorato all’Ambiente, è stata allestita grazie all’impegno costante dei volontari, che sono riusciti a dare vita ad un luogo accogliente, vivo ed organizzato nel centro storico della città, a dispetto di enormi difficoltà logistiche e, sopratutto, di ordine economico, dovute alla mancanza di qualsiasi forma di sovvenzione pubblica.
Purtroppo, ormai da qualche tempo, i nostri volontari vengono costantemente sottoposti ad attacchi verbali e fisici. Tali inqualificabili comportamenti hanno minato la fiducia e la serenità della nostra azione quotidiana e ci hanno spinto ad affrontare una seria e difficile riflessione che ci ha portato a prendere la dolorosa decisione che con grande rammarico comunichiamo.
Siamo delusi e amareggiati sopratutto dall’atteggiamento delle istituzioni, che ancora una volta dimostrano la loro incapacità di tutelare, con opportuni provvedimenti, quelle iniziative che, attraverso l’impegno e il lavoro di volontari e semplici cittadini, riescono a dare un orizzonte comunitario di rinascita volto al recupero sociale e alla promozione del benessere collettivo. Siamo consapevoli della natura profondamente sociale delle violenze di cui siamo stati fatti oggetto, sappiamo che tali gesti sono la rappresentazione plastica della mancanza di educazione familiare e scolastica in una comunità ormai incapace di fornire, sopratutto alle nuove generazioni, un immaginario volto allo sviluppo e al miglioramento della compagine sociale, tuttavia non possiamo fare altro che prendere atto dell’impossibilità di continuare.
Siamo preoccupati per l’incolumità dei nostri volontari, pertanto ci vediamo costretti a comunicare alla cittadinanza che gli ultimi episodi di intolleranza e maleducazione ci costringono ad abbandonare il progetto al quale abbiamo dedicato tempo, energie e passione. Tutto ciò però non è solo un nostro fallimento, siamo convinti di trovarci di fronte a una sconfitta del quartiere e della città tutta, una città ormai rassegnata a veder fallire ogni iniziativa costruttiva.
Sia chiaro a tutti che noi non ci arrendiamo, questo non è un addio, è solo un arrivederci.

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